LA MIA STORIA

PASSIONE PER LA PSICOLOGIA, LAUREA, RICERCA, PREMI E PRESIDENZA IN PSICOLOGIA SCIENTIFICA

Cosa mi ha spinto a fare lo psicologo

Ero un bambino curioso, costruivo “invenzioni” con ciò che trovavo in giro e la mia rivista preferita si chiamava "Invenzioni e inventori". Ma la scienza non era l’unica passione.

L’interesse era già rivolto anche verso il mondo interiore. Fu così che in adolescenza cominciai a leggere i primi libri di psicologia.

La mia formazione

Avevo deciso chi volevo essere, ma non sapevo come diventarlo. Le strade della psicologia erano frammentate: due grandi filoni si evidenziavano in parallelo, quello filosofico e quello scientifico.

La mia propensione mi portò a scegliere un’università dal percorso neuroscientifico ma, non volendo rinunciare alla branca filosofica, iniziai un’analisi psicodinamica su me stesso.

Più passava il tempo e più si delineava dentro di me il bisogno di mettere insieme i due pezzi e così finalmente capii che non era importante la teoria di riferimento ma le evidenze scientifiche dei trattamenti stessi. Allora cominciai ad appassionarmi alla ricerca e alla metodologia.

Un giorno lessi di una ricerca in cui si dimostrava scientificamente che l’omofobia derivasse in parte da un’attrazione verso le persone dello stesso sesso, pertanto approfondii l’argomento e riuscì a confermare i risultati inventando una procedura metodologica basata sulle associazioni mentali inconsce misurate con un software informatico da me appositamente creato. Con questa ricerca ottenni la lode da parte della commissione di laurea e vinsi il primo premio del CIG come migliore tesi a livello nazionale.

La mia esperienza lavorativa

La passione per la ricerca e l’amore per la clinica mi portarono a strutturare due cammini paralleli: da una parte la collaborazione con l’Università Bicocca -in particolare con il Chiar.mo  Prof. Gallucci- e dall’altra iniziai a vedere i miei primi pazienti in ospedale, scrupolosamente supportato da una psicoterapeuta di grande esperienza alla quale devo tanto della mia crescita umana e professionale.

A questo punto del percorso sentivo di possedere una sufficiente base teorica ma pochi strumenti pratici e per questo decisi di acquisire un Master di II livello in “Psicologia Strategica” che mi permise di acquisire nuove competenze. Cominciai quindi a incontrare i primi pazienti in privato in una stanza messa a disposizione dai miei più cari amici, un seminterrato senza finestre! Non era il massimo, ma tra l’affetto dei miei amici che cercarono di abbellirlo nel migliore dei modi e la fiducia dei miei primi assistiti, non mi sembrava vero che stavo iniziando a "fare lo psicologo”!

Al primo studio ne seguì, poco tempo dopo, un secondo e questa volta avevo pure una finestra! Ero entusiasta di essere riuscito a fare questo passaggio ed ero grato a tutte quelle persone che avevano creduto precedentemente in me, anche se molto giovane, e con una location modesta.

Nel frattempo vinsi una borsa di studio concessa  dall’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze e iniziai la scuola di psicoterapia a Roma, in una scuola in cui imparai le prime tecniche cognitive e l’uso della musica in psicoterapia.

La nascita di psicologia scientifica

Oltre al nuovo studio e alla scuola di psicoterapia, cominciai a dedicarmi a quello che era il sogno nel cassetto: costituire un’associazione che potesse fare informazione psicologica scientifica e che tutelasse, proponendo professionisti preparati e formati, le persone che decidevano di rivolgersi a noi psicologi e psicoterapeuti.

Messe le basi per l’associazione e finita la scuola di psicoterapia qui a Milano presso Studi Cognitivi, mi sono quindi lanciato nella costruzione di Psicologia Scientifica: un’associazione, di cui sono oggi il Presidente, che ha come primo obiettivo la maggiore consapevolezza circa la scientificità della psicologia, contrastando pregiudizi, eventi e soggetti che contribuiscono al suo screditamento. In Psicologia Scientifica mi occupo della progettazione delle attività, sviluppo, supervisione scientifica e coordinamento clinico dell’associazione. Oggi l’associazione ha una prestigiosa sede in Porta Venezia e dei professionisti meravigliosi che ne fanno parte.

Gestire un team di persone così ampio, seguire al meglio i pazienti e offrire progetti e servizi per le aziende e per il sociale non è di certo un’impresa semplice, ma quello che mi permette di portare avanti il tutto con passione ed entusiasmo è l’amore sconfinato che nutro per la psicologia e per quello che ho costruito.