Close

La Scienza si fa Poesia per la mente – La Terapia Metacognitiva per ri-scoprire i valori dietro i rumori

Spesso – più probabilmente sempre – la storia è maestra e studiarne episodi e personaggi ci permette di entrare in contatto con idee e proposte filosofiche che si rivelano, oggi, di valore per la Scienza che può validarle con strumenti più affidabili rispetto ad allora. Il lavoro di  Epittetto, uno dei più influenti filosofici stoici, è stato di indubbia ispirazione per gli attuali studi di Psicologia.

“Non sono gli eventi ma il nostro punto di vista riguardante gli eventi che è il fattore determinante. Dovremmo essere più preoccupati di rimuovere i pensieri sbagliati dalla mente che rimuovere gli ascessi e i tumori dal corpo” : in questo aforisma sembra comparire, in embrione,  la teoria di una delle più efficaci Psicoterapie contemporanee: la Terapia  MetaCognitiva, sviluppata da Adrian Wells.

Per il filosofo, che visse a lungo in Grecia, l’attenzione era da porre non alla percezione in sé ma al senso che  diamo della stessa (proairesi, proprietà umana  che permette di razionalizzare le esperienze), per mettere in atto la miglior diairesi , la realizzazione della scelta di ciò che può far bene o male. Difficile, lontano da noi, inattuabile?

Affatto.

Oggi la scienza ha formalizzato le intuizioni geniali di Wells in un protocollo  e trattamento di cura che “nel principio può essere applicato a un ampio spettro e forse a tutti i disturbi psicologici. Ci sono gruppi di ricercatori che stanno testando l’efficacia del trattamento per i disturbi d’ansia, la depressione, i disturbi alimentari, le dipendenze, i disturbi borderline di personalità e per le conseguenze psicologiche dovuti a problemi di salute”.

Per comprendere il tema della terapia vera e propria è fondamentale cogliere il ruolo assunto nella nostra vita quotidiana dal rimuginio/ruminazione che ci accompagna molto spesso in modo assillante inducendoci a distorcere la realtà: un meccanismo mentale  identificato come Sindrome Cognitivo Attentiva (CAS), la cui  presa  di coscienza e  seguente eliminazione è l’obiettivo stesso della terapia.

Per combattere il nemico è necessario conoscerlo: cosa alimenta la CAS, da cosa è mantenuta in vita?

“La teoria metacognitiva dei disturbi psicologici si fonda sul principio che la maggior parte dei disturbi  psicologici è causata da uno schema di pensiero ampliato (extended thinking). Questo schema è chiamato Sindrome Cognitivo-Attentiva (Cognitive Attentive Syndrome – CAS). Si compone di catene di pensieri verbalizzati nella forma di preoccupazione (worry) e ruminazione, uno schema che concentra l’attenzione su minacce e strategie di coping che porta ad effetti paradossali. Invece di fermare il pensiero negativo, lo amplia.” Parafrasando Wells si può dire che la CAS si traduce in una serie di preoccupazioni tanto assillanti e ricorrenti che si autoalimentano  alimentando i pensieri negativi con strategie disfunzionali.

Un serpente che si morde la coda. L’indicazione di Wells è il pensiero di Epitteto: spostare l’attenzione ; non è più importante il contenuto del pensiero negativo ma come questo viene sviluppato e conservato; l’essenza dei disturbi psicologici  non risiede nelle idee disfunzionali (le idee vengono e vanno…) ma nelle strategie di controllo mentale non funzionali e nelle metacognizioni preposte, dove per meta cognizione si intendono tutti quei fattori (le mie conoscenze di vita, le esperienze, le strategie che metto in atto) che controllano e valutano il pensiero.

Per tornare ad Epitteto, il nostro filosofo avrebbe semplificato promuovendo uno stile di vita all’insegna della felicità, perseguibile attraverso l’uso di decisioni ponderate (razionali: prima di fare pensa!), evitando ciò che non è possibile avere e ricercando ciò che è più facile raggiungere. Anche per questo tipo di Psicoterapia, La MTC,  diventa decisivo rimuovere ciò che mantiene il rumore di sottofondo, il rimuginio costante: perché sono gli atteggiamenti che mantengono il rimuginio che vanno razionalizzati e controllati.

Uso la mente per padroneggiare la mente.

Le tecniche adeguate per aiutare il paziente hanno l’obiettivo di promuovere un nuovo modo di agire sull’attenzione: ci si sposta da una ‘modalità essere’ a ‘una modalità fare’ per non perdersi tra i 1000 perché ma giungere anche a un solo buon ‘come’.

E’ dunque un approccio decisamente pratico in cui terapeuta e paziente intraprendono un vero e proprio lavoro di cooperazione.

L’ ATT (Attention Training Technique), sviluppata dallo stesso Wells (1990) ne rappresenta lo strumento di elezione.

“La tecnica consiste nell’ascoltare attivamente e focalizzare l’attenzione nel contesto di suoni simultanei presentati a diverse intensità e posizioni spaziali. ATT ha tre fasi che vengono praticate in ogni sessione pratica. La prima fase è chiamata attenzione selettiva e richiede che il partecipante si concentri sui singoli suoni e posizioni spaziali come indicato, mentre cerca di mantenere la selettività e ridurre la distrazione. La seconda fase prevede il rapido passaggio di attenzione tra suoni diversi e posizioni spaziali. La fase finale più breve comporta la divisione dell’attenzione e il tentativo di occuparsi del maggior numero possibile di suoni simultanei e posizioni spaziali”[1]

La domanda non è più “Posso cambiare questo mio stato di infelicità?” ma “Voglio cambiare?”.

E la soluzione è ancora: Insieme è possibile


[1] http://mct-institute.co.uk/attention-training-technique