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LIBET – Un viaggio di RiNascita nella mia storia

Le grandi gioie vengono ricordate come momenti condivisi ma anche i grandi dolori vengono pensati come originari di interazioni, in questo caso complesse e non risolte.

Non veniamo al mondo per vivere in solitudine: siamo animali sociali, nella relazione è possibile realizzarsi.

E, come può dispensare massima soddisfazione, è ancora la relazione – con quale modalità noi viviamo questa relazione – a farci precipitare nelle più cupe angosce.

Spesso dal problema nasce la cura: instaurare una relazione di fiducia con coloro che chiedono un intervento di sostegno e aiuto è la chiave di volta per comprendere il percorso migliore da intraprendere.

I nostri legami affettivi adulti rappresentano il riflesso di ciò che si è sedimentato nelle prime fasi di vita: Bowlby formalizzò gli stili di attaccamento che ben descrivevano il comportamento del bambini nei confronti della madre (o di chi per lei) e le situazioni da cui originavano.

Una base sicura, una madre accudente può essere garanzia di rapporti sociali gratificanti nel futuro.

Si tende a pensare alle psicoterapie disponibili come a un labirinto in cui perdersi senza mai ritrovare il filo. Sarà il rapporto che nasce con il paziente a indirizzare, a far intuire quando un protocollo non è sufficiente e comprendere come questo possa virare in una terapia diversa.

Prima di pensare a come strutturare l’intervento più adeguato è dunque fondamentale concettualizzare la storia-persona : i suoi temi dolorosi, il suo percorso e il suo attuale stato emotivo.

La LIBET (Life themes and plans Implications of biased Beliefs: Elicitation and Treatment –  Implicazioni sui temi e piani di vita delle credenze: elicitazione e trattamento) nasce come modello e concettualizzazione per indirizzare al miglior protocollo d’azione nell’ambito delle Terapie Cognitiviste (CBT  – cognitive behavioural therapy).  

Per Schopenhauer “essere consapevoli di ciò che si prova dentro di sé, senza sentirsi sbagliati, è il passo fondamentale per essere padroni di se stessi” ma può essere necessario un aiuto esterno quando ci risulta impossibile perseguire sul medesimo cammino di sofferenza, per una nuova consapevolezza (insight) o per mera inutilità di strategie obsolete.

La LIBET è una risposta allo stato doloroso in cui la nostra storia ci costringe senza possibilità di replica; un approccio che permette di accogliere chi ci chiede aiuto in un contesto conoscitivo maggiormente esaustivo.

  • Temi e piani

Il mio tema è dove il mio dolore mi riporta costantemente: l’ angolo più nascosto ma sempre presente, il sentirmi in una situazione affettiva tanto struggente quasi fosse una sorta di ulcera emotiva vergognosamente esposta, che tenterò di proteggere con gli unici elementi a mia disposizione.

A questa condizione risponderò perennemente con la medesima (o le medesime, quando crossano tra loro) strategia: il mio piano di sopravvivenza, la mia povera risorsa per rimanere al mondo quando non vedo altra via d’uscita.

Ad oggi ci si concentra su tre temi:

  • La minaccia terrifica – “Sensazione che manchi la sicurezza basica”: la minaccia percepita è alla mia sicurezza personale e al bisogno della presenza di persone affidabili e di accudimento
  •  Disamore/inadeguatezza – “Nessuno mi vuole bene/Sono inadeguato” –I genitori sono presenti ma l’emotività è fredda o inadeguata alla circostanza
  • Indegnità personale – Sono presenti figure di accudimento ma lo stile relazionale è fortemente criticante con tendenza al criticismo

Il dolore causato dal mio tema diviene sopportabile solo nel momento in cui metto in atto dei meccanismi di difesa che mi consento di spostare l’attenzione e anestetizzare il mio sentire seppur temporaneamente: in caso contrario, senza l’aiuto di validi ammortizzatori, di piani mirati la sofferenza non è tollerabile!

Quali strategie metto in atto, come reagisco e cristallizzo nel tempo un atteggiamento di risposta?

  • Piano prudenziale – Evitare, evitare, evitare fino a impedirsi di uscire di casa per non affrontare l’ansia che vivo in ufficio o di fronte ad un esame in università
  • Piano prescrittivo – Mi impegno nel prevenire la minaccia: con un atteggiamento di ipercontrollo penso di poter aggirare il mio tema (studio allo sfinimento per performare al massimo e prevenire insuccessi)
  • Piano immunizzante  – Il meccanismo: Mi ubriaco per non sentire il mio dolore

Per quanto si possa diventare dei virtuosi nel mettere in atto tutta una serie di ammortizzatori questi, prima o poi, cederanno perché la condizione di dolore non è la condizione di vita ideale:l’uomo ha diritto al benessere.

E proprio quando una crepa creerà la breccia per far strada alla luce, la consapevolezza della nostra storia ci permetterà di rinascere e scegliere di diventare ‘Io Sono’.

La LIBET diventa strumento per comprendere la motivazione delle nostre azioni, il perché facciamo alcune cose e modificarle alla luce della nostra storia di vita che, se un tempo era funzionale permettendoci di vivere in un certo ambiente, oggi si è trasformata nella nostra condanna.